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Gestire il budget di Google AdWords per YouTube

Quando si decide di implementare una campagna di Google AdWords per YouTube, diventa molto importante la gestione corretta del budget.

Questo strumento è molto potente, ma presenta anche dei rischi. Se non si ha una buona strategia complessiva alle spalle e non si usa AdWords con criterio, si può correre il rischio di spendere tanti soldi senza raggiungere i risultati sperati.

Qui vediamo quali fattori possono incidere nell’ottimizzazione del budget della campagna.

Il formato

Nella scelta del formato bisogna considerare che, nel caso dell’annuncio in-stream (video che compare come “spot” negli altri canali), viene conteggiata la visualizzazione e di conseguenza il costo (CPV), solo se la visualizzazione dura almeno 30 secondi. Se il video dura meno, viene considerata la visualizzazione intera. Bisogna però considerare che se il video dura meno di 11 secondi, la visualizzazione non viene conteggiata nel contatore pubblico di YouTube, e di conseguenza non va ad incrementare il tempo medio di visione (uno dei principali fattori di ranking).

L’annuncio in video-discovery (che compare nei risultati di ricerca e nei correlati) conteggia la visualizzazione, quindi il costo (CPV), quando l’utente clicca sulla miniatura. Bisogna quindi ragionare bene sulle parole chiave e sul target, onde evitare che molti utenti clicchino sul video, abbandonandolo subito dopo perché non in linea con la sua ricerca, andando anche ad influenzare negativamente il tempo medio di visione.

Le parole chiave e il target

Nella ricerca delle parole chiave, attraverso il pianificatore di parole chiave di AdWords è possibile vedere le keyword maggiormente ricercate, la loro competitività e l’offerta consigliata.

Ovviamente le parole più competitive saranno anche quelle più costose. Dal momento che più inserzionisti si ritrovano a competere per quella determinata parola, tutti tenderanno a proporre offerte sempre più alte raggiungendo anche costi ragguardevoli.

Per questo è bene impostare la campagna su parole chiave più specifiche, purché correlate con il contenuto che vai a proporre nel tuo video, al fine di ridurre la concorrenza e di conseguenza i partecipanti all’asta.

Anche il target va ristretto il più possibile, per limitare la concorrenza senza però limitarsi la possibilità di raggiungere il pubblico di riferimento.

L’offerta

Uno degli scopi fondamentali del monitoraggio delle campagne, oltre a verificare quali combinazioni di gruppi e annunci funzionano meglio, è anche quello di ottimizzare l’offerta. Per questo è bene iniziare la fase di test della campagna proponendo un’offerta alta, in linea con quanto suggerito dal pianificatore di parole chiave, per poi di ridurle di un poco alla volta se la campagna continua a performare, o aumentarla se la campagna subisce dei rallentamenti. Bisogna considerare che anche un solo centesimo di CPV risparmiato, suddiviso per il budget a disposizione, può tradursi in molte più visualizzazioni.

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