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Principi base di linguaggio audiovisivo

Molto spesso vediamo video online che non tengono minimamente conto delle regole base del linguaggio audiovisivo. Possono risultare interessanti per il contenuto che trattano, ma saranno sempre tremendamente noiosi, influendo negativamente sull’efficacia del messaggio.

Ciò che capita spesso di vedere, sono video basati su un’unica lunga scena, magari con qualche zoomata, ma senza nessun elemento capace di catturare la nostra attenzione.

Che si parli di un contenuto di intrattenimento, o di un contenuto commerciale, ciò va ad influire negativamente sul ritmo di visione, che a sua volta influisce (insieme ad altri fattori) sulla gradevolezza del video e di conseguenza sulla trasmissione del contenuto stesso.

Se sei alle prime armi, vanno presi una serie di accorgimenti per rendere il tuo video più gradevole.

Scomposizione in più inquadrature

Il primo accorgimento da tenere in considerazione è che la scena va scomposta in tante inquadrature diverse che andranno poi rimesse insieme in fase di montaggio.

Per fare un esempio, prova a guardare il seguente video del canale YouTube di Giallo Zafferano e conta quante inquadrature ci sono nei primi 15 secondi, prima della sigla iniziale:

Io ne ho contate 7, parliamo di una durata media di poco più di 2 secondi per ogni inquadratura. Proseguendo nella visione del video, vedrai che in alcuni momenti, le azioni sono descritte con inquadrature anche più brevi. Più è alto il numero di inquadrature in un determinato lasso di tempo e più sarà alto il ritmo del video. Il ritmo da dare al video è una scelta registica che dipende principalmente dallo scopo del video.

Riassumendo ai minimi termini il concetto di inquadratura, le tipologie si dividono in campi, che riguardano gli ambienti, e piani che riguardano i soggetti.

I campi

I campi si sintetizzano in:

  • Campo Lunghissimo: (C.L.L.) un paesaggio, dove la figura umana è assente o del tutto ininfluente;
  • Campo Lungo: (C.L.) dove la figura umana inizia a distinguersi;
  • Campo Medio: (C.M.) un ambiente ridotto in cui la figura umana è parte integrante dell’inquadratura ma non ne è la parte principale.

I piani

I piani sono classificati in base alla figura umana, che riempie tutta l’inquadratura in altezza. Si sintetizzano in:

  • Figura Intera: (F.I.) la figura umana è inquadrata;
  • Piano Americano: (P.A.) la figura umana è inquadrata dalle ginocchia in su;
  • Mezzo Busto: (M.B.) dalla cintura in su;
  • Primo Piano: (P.P.) dall’altezza delle spalle in su;
  • Primissimo Piano: (P.P.P.) ristretta su occhi naso e bocca con la fronte tagliata;
  • Dettaglio o Particolare: focalizzata su una parte del corpo, su un oggetto e dettaglio di un oggetto.

La scelta delle inquadrature

Oltre a campi e piani, bisogna anche considerare il termine Campo Totale (C.T.) per indicare un’inquadratura che descrive la scena nel suo intero. Non è classificabile tra campi e piani perché varia a seconda della scena.

Ad esempio, una scena che racconta un pranzo di famiglia, avrà come Campo Totale l’immagine dell’intera tavolata, e sarà composta da vari piani e dettagli (mani, parti del viso, ecc…) delle persone che vi partecipano così come vari dettagli degli oggetti sulla tavola.

Nel video che abbiamo visto poco fa, invece, il Campo Totale è caratterizzato dalla figura intera del cuoco, contestualizzata dietro al piano cucina con tutti gli elementi per preparare la ricetta, alternata dai vari dettagli. Molto interessanti dal punto di vista visivo sono i particolari molto stretti e molto rapidi.

E’ grazie anche a questi piccoli dettagli se GialloZafferano è diventato uno dei maggiori siti italiani di ricette.

Il ritmo del racconto

L’alternanza di più inquadrature influirà positivamente sul ritmo del video e sull’attenzione dell’utente, inoltre, focalizzandosi sui dettagli si darà all’utente una maggiore fruibilità del contenuto.

Anche se il contenuto fosse principalmente teorico, è necessario trovare degli escamotage per scomporre la scena in più inquadrature. Un buon esempio su questo sono i video di Montemagno, che usa anche degli accorgimenti in fase di montaggio per conferire ritmo al video.

 

Se stiamo invece parlando di riprese di eventi live (conferenze, spettacoli, concerti), è bene girare con almeno 2 camere, dove una riprenderà la totalità della scena, l’altra riprenderà solo dettagli. Le immagini potranno essere poi montate successivamente oppure, se parliamo di trasmissioni in diretta (anche streaming), utilizzando un mixer video, come avviene in modo decisamente più sofisticato nelle regie televisive.

Se siete alle prime armi, inizialmente la cosa più complessa risulterà la scelta su quali inquadrature girare in una scena e dove posizionare la Macchina da presa. Può quindi essere utile conoscere alcune regole base di regia, anche per evitare spiacevoli errori.

La qualità dell’inquadratura

Tornando un attimo ai video di Montemagno, uno degli elementi forti, oltre ovviamente alla qualità dei contenuti e il carisma del personaggio, è la qualità dell’immagine. Non è necessario essere grandi registi o grandi fotografi per raggiungere tale scopo. Se si è alle prime armi basta verificare che l’illuminazione sia corretta, e tenere presente alcune regole di composizione dell’inquadratura.

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